Chi siamo-Sani e Felici

Chi siamo

 
 
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Siamo solo un gruppo di amici italiani. Niente di più.

Non abbiamo una Onlus, non abbiamo una sede e ogni singolo euro raccolto viene usato per i bambini. Tutte le spese di gestione sono esclusivamente a nostro carico.

Nonostante la raccolta di donazioni stia aumentando, molte delle somme  necessarie le versiamo ancora noi e ci siamo organizzati per avere il massimo controllo su ogni singolo centesimo dedicato a questa causa.

Perchè lo facciamo?

Amiamo tutti l’Africa ed il kenya in particolare e, dopo anni che frequentiamo questo luogo, abbiamo anche imparato a conoscere gli africani. Molti di loro purtroppo tendono ad approfittare vedendo il muzungo (il turista bianco) come una vero e proprio pollo da spennare. Ogni anno vediamo centinaia di turisti comprare cibo, materiale scolastico ed altro che, dopo poche ore ritorna sugli scaffali dei negozianti compiacenti per essere rivenduto ai turisti della settimana successiva.

Abbiamo esperienza di orfanotrofi fantasma, dove i bambini ci sono solo quando arrivano i turisti o di italiani che fingendo di occuparsi di qualche buona causa, hanno trovato, sfruttando la buonafede degli altri, un bel modo per restare in vacanza tutto l’anno. Abbiamo visto padri pesare 130 chili con figli denutriti, madri abbandonare i figli e genitori non versare una sola lacrima per la morte di un figlio. Morto un figlio infatti, in Africa, se ne fa un’altro.

Vediamo ogni giorno centinaia di ragazzi in spiaggia che fanno una vita sicuramente migliore di quelle dei nostri figli in Europa. Spiaggia, sole, birretta e discoteca.

Il desiderio di fare qualcosa:

Dopo le esperienze appena raccontate eravamo convinti di non poter far nulla, che nessun contributo avrebbe potuto veramente essere utile. Poi abbiamo avuto l’idea. Forse la chiamerei ispirazione. Ci siamo messi d’accordo con alcuni pediatri di Malindi e Nairobi, ed abbiamo cominciato ad offrire un supporto economico alle famiglie di Watamu, Kilifi e Malindi, che avevano la necessità di far operare i propri bambini non avendone la possibilità. Anche se operiamo nella parte più ricca del Paese, dove arrivano i turisti, basta allontanarsi di poche decine di chilometri nel bush per scoprire la vera povertà. Quella che nessuno di noi veramente immagina perchè, quella che si vede in TV ed alla quale siamo “abituati” , non trasmette gli odori, i silenzi, la solitudine e la disperazione di una famiglia che soffre per la malattia di un figlio in una capanna isolata dove manca acqua e la luce.

Un aiuto vero:

Noi oggi, in collaborazione stretta con il reparto di neonatologia e pediatria dell’Ospedale di Malindi, accompagnamo queste famiglie in tutto il doloroso percorso che li aspetta. Paghiamo tutto noi, soprattutto in termini di emozioni e condividiamo il loro dolore. Dalla capanna alla sala operatoria e poi di nuovo alla capanna. Si parte disperati e si ritorna amici e con il sorriso sulle labbra. Alle volte, purtroppo, si parte disperati e si ritorna con l’anima in pezzi. Succede. Succede che qualche bambino non ce la faccia. In questi casi siamo attaccati da una sofferenza sorda, profonda e duratura. Piangiamo e non dormiamo la notte. Poi, quasi per magia, arriva sempre un’altro risultato positivo che ci da la forza di continuare. Ci piacerebbe avere più soldi per fare di più. Questo è il motivo per il quale ti chiediamo aiuto.

Il Video con la Direzione dell'Ospedale

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